Di cosa parliamo quando parliamo di blog letterari

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Di cosa parliamo quando parliamo di blog letterari

Category : Riviste

Colage Blog Letterari

Dopo le recenti dichiarazioni di Umberto Eco sulla rete e i cretini che ci stanno dentro, a molti è sembrato doveroso fare dei distinguo: c’è rete e rete, ci sono cretini e cretini. Allora facciamo un distinguo anche noi: i cretini che piacciono a noi sono quelli che – spesso e volentieri senza ricavarci un centesimo – decidono di perdere tempo a produrre contenuti dentro il mondo dell’internet: contenuti, possibilmente, che abbiano un certo spessore, che non si fermino soltanto alla critica superficiale.

Non stiamo parlando di una novità: i primi ‘blog’ letterari sono nati (fermatevi un attimo a pensare a quanti anni sono passati) nei primissimi anni zero, dopo le torri gemelle e il trauma che ne è venuto fuori. Non è una boutade, non è la cara vecchia distinzione tra apocalittici e integrati (facciamo un blog per reagire, svegliaaa!!1 VS ormai siamo tutti condannati), è la pura verità. I primi importantissimi siti letterari in Italia sono nati dall’esigenza di reagire allo shock. Stiamo parlando di Nazione Indiana e Il Primo Amore, i grandi vecchietti del web culturale.

Cosa distingue questi due siti dai numerosi, e già esistenti, forum, siti di recensioni di libri a pagamento, siti più o meno specializzati in un genere o in un altro? Una parola che a usarla fa quasi impressione, e che è “militanza”. Nazione Indiana, Il Primo Amore, e a seguire Carmilla, sono portali a fortissimo tasso militante. Questo non vuol dire che i loro fondatori vanno in giro a mangiare bambini, e magari le loro ideologie non sono nemmeno poi così omogenee. Vuol dire però che tutti loro hanno cercato, e continuano a cercare, il nuovo – l’emergente: cercano di provocare una reazione. Né apocalittici né integrati: sulfurei forse.

Ai “nonni” del web culturale ha fatto seguito, una decina di anni dopo – intermezzata da vari tentativi più o meno di successo, una generazione più riflessiva, ma non per questo meno combattiva. Nascono Minima & Moralia, Doppiozero, Lavoro Culturale, Le Parole E Le Cose: siti dall’impostazione meno caustica, ma animati dalla stessa volontà di ricerca, denuncia, esplorazione del presente.

Anche questa vena forse è ormai in fase di esaurimento? Si va avanti sempre più veloce, e forse l’impostazione del web-magazine, o blog che dir si voglia, è usurata e la comunicazione avverrà in un modo differente: certo è che le riviste di nuova generazione (si pensi all’emergente prismomag, “rivista di cultura più o meno pop”, o al più vecchio – ma all’apice da pochi anni – Vice) hanno qualcosa di ancora nuovo e diverso, che ancora è difficile da codificare, ma che somiglia molto alla capacità millennial di assorbire, e riflettere, ironicamente ma con serietà, tutti i differenti aspetti della vita contemporanea: dai marò al Nintendo passando per le ricognizioni della nuova letteratura.

Se volete approfondire: si consiglia di confrontare un vecchio testo di Francesco Guglieri e Michele Sisto, su Nazione Indiana www.nazioneindiana.com/2011/03/24/verifica-dei-poteri-2-0, con la nuovissima analisi ad opera di Raffaele Alberto Ventura (A.K.A. Eschaton) e Valerio Mattioli, su minima&moralia www.minimaetmoralia.it/wp/un-casino-immenso.

Silvia Costantino, 404: file not found